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de-conStructure/gestalt

Un'idea di de-costruzione della percezione, arrivata durante la lettura di alcuni testi di un genio come Rudolf Arnheim.

" …L'astrattismo è l'ammissione dell'impossibilità di definire univocamente la realtà. Quindi la rappresentazione artistica passa direttamente alla ricerca di una dimensione esistenziale, privata, spirituale. Nell'arte già con l'espressionismo si era affermata l'importanza della percezione e del dato emotivo e spirituale nel rapportarsi al reale.
La fotografia è invece l'arte che conserva per sua natura un rapporto di verosimiglianza con la realtà. Il suo utilizzo per la costruzione di opere astratte rende evidente che non è il mezzo adoperato a selezionare l'ambito artistico, ma è piuttosto la necessità espressiva ad imporre all'autore la ricerca dello strumento idoneo a tracciare l'idea.
In questo caso lo strumento è tecnico, l'immagine nasce virtuale e si concretizza, indifferentemente, sul monitor di un computer, su carta traslucida, su pellicola trasparente e su ogni altra superficie che sia accessibile al bit.
Ciò che viene rappresentata è l'idea, consegnata alla percezione del singolo, qualcosa di non raccontabile compiutamente se non nella perfezione della sua forma, nell'equilibrio delle sue spinte, nel movimento del suo impalpabile tratto.
E' un'idea assoluta che si compiace di se stessa e si allena al contatto con le altre entità provenienti dall'osservatore. E' lontana dal rumore della realtà, dai suoi odori, dal disordine della rappresentazione fisica, dalla contraddizione. Avvolge con le sue spire il mondo dei sensi, si sposta ora in tangenza, ora trafiggendo i piani percettivi, ora allontanandosi dalle primitive possibilità relazionali.
L'effetto, per noi che la guardiamo, è quello di una distanza infinita, è la sofferenza di una perdita, è la coscienza dell'irraggiungibile. Allora il confine tra osservatore e osservato diventa una linea trasparente tra differenti densità, congelato a tratti nell'elaborato processo di avvicinamento: è il moto perpetuo della creazione, un canale di comunicazione interiore ed esteriore che si attiva improvvisamente ed altrettanto improvvisamente scompare. Si tratta del viaggio dell'idea tra la forma fisica della sua sostanza e il significato che singolarmente gli viene attribuito: è un percorso solitario di cui forse desideriamo una mappa.
Oppure no: liberamente decideremo di perderci.
In un tutto che è più dell'insieme delle parti…"


Cristina Paglionico (DAC/FIAF)

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